Biografia – Biography

Autoritratto, 1909 Self-portrait, 1909

Autoritratto, 1909
Self-portrait, 1909

(English below)

Arturo Noci nasce a Roma il 23 aprile del 1874 da una famiglia di artisti: la madre, Tecla Monacelli, era pittrice specializzata nella copia di dipinti antichi, mentre il padre, Ercole, aveva uno studio di arti decorative e arredamento attivo per le più importanti corti europee. Per le precoci inclinazioni artistiche manifestate fin da piccolo, il tredicenne Arturo viene iscritto all’Istituto di Belle Arti di Roma, sotto la direzione del pittore Filippo Prosperi. Dopo aver vinto il pensionato quadriennale del Pio Istituto Catel nel 1897, Noci comincia a partecipare ad importanti esposizioni di richiamo internazionale come la Biennale di Venezia, dove entra in contatto con i maggiori pittori europei. In questa prima fase, l’artista risente fortemente dell’influenza dei maestri Antonio Mancini, Domenico Morelli e Giulio Aristide Sartorio, con il quale collabora per la realizzazione di un importante fregio (Biennale di Venezia del 1903).

Il suo iniziale interesse per il paesaggio, caratterizzato da una sensibilità simbolista, si concretizza nel 1904 con l’adesione al gruppo dei  “XXV della Campagna romana”.

Paesaggio, 1892 Landscape, 1892

Paesaggio, 1892
Landscape, 1892

Parallelamente, tuttavia, l’artista comincia a concentrarsi sullo studio della figura, in particolare quella muliebre, ottenendo i primi importanti successi di vendita: nel 1905 la regina Elena acquista un suo pastello, e l’anno successivo la Galleria nazionale d’arte moderna acquisisce per le proprie collezioni il nudo femminile Riflessi d’oro. Il suo nome comincia così a circolare nei salotti aristocratici più raffinati, anche all’estero: nel 1907 viene infatti invitato dal Re del Siam a Baden Baden per eseguire il suo ritratto. In questi anni, l’artista ottiene un gran numero di commissioni dall’alta società e il critico Ugo Ojetti lo definisce «il maggiore, se non l’unico, ritrattista romano».

L’arancio, 1914 The orange, 1914

Ormai pittore affermato e apprezzato dalla critica per il suo stile marcatamente internazionale, Arturo Noci è nel 1912 tra i fondatori della “Secessione” romana, nata dall’iniziativa di un gruppo di artisti che intendeva svincolarsi dalle scelte attardate delle esposizioni ufficiali. Nel periodo secessionista l’artista realizza i suoi capolavori, tra scene di vita domestica ed eleganti ritratti, come il Ritratto di Lyda Borelli, diva del cinema muto, e L’arancio, testimonianza della sua interpretazione personale della tecnica divisionista, adottata durante gli anni Dieci. I successi internazionali e il forte legame con la committenza anglo-americana portano l’artista a trasferirsi nel 1923 a New York, dove svolge per trent’anni una feconda attività di ritrattista dell’alta borghesia. Muore il 23 agosto del 1953, dopo una lunga degenza causata da un incidente stradale.

Ritratto di Lyda Borelli, 1914

 English: Arturo Noci was born in Rome on April 23, 1874, into a family of artists: his mother, Tecla Monacelli, was a painter who specialized in copies of ancient paintings, while his father, Ercole, had a studio of decorative arts and furnishings which served the most important European courts. Arturo showed early signs of artistic talent as a child, so at the age of 13, he was enrolled at the Institute of Fine Arts in Rome, under the direction of the painter Filippo Prosperi. After winning the four-year student residency at the Pio Istituto Catel, in 1897, Noci began to participate in exhibitions of international importance such as the Venice Biennale, where he met leading European painters. In this first phase, the artist was heavily influenced by masters like Antonio Mancini, Domenico Morelli and Giulio Aristide Sartorio, with whom he worked collaboratively on an important frieze (Venice Biennale of 1903). His initial interest in landscape, characterized by a symbolist sensibility, culminated in 1904 with his joining the group of “XXV della Campagna Romana (the 25 of the Roman countryside).” Parallel to this, however, the artist began to focus on studies of the figure, especially the female figure, where he made his first important and successful sales: in 1905 Queen Elena purchased one of his pastels, and the following year the National Gallery of Modern Art purchased the female nude Riflessi d’oro (Gold Reflections) for its collections.

Portrait of Mrs. Cosma Hamilton, 1927

His name began to circulate in the most aristocratic circles, and abroad as well: in 1907 he was invited by the King of Siam to Baden Baden to paint his portrait. In these years, the artist received a large number of commissions from high society and the critic Ugo Ojetti defined him as “the greatest, if not the only, Roman portrait painter.” Now that Arturo Noci was an established painter, critically acclaimed for his strongly international style, in 1912, he became one of the founders of the Roman “Secession” group, born from the initiative of a group of artists who wanted to break free from the tired choices made by official exhibitions. During his secessionist period, the artist created his masterpieces, including domestic scenes and elegant portraits, such as the Portrait of Lyda Borelli, diva of silent film, and The Orange, testimony to his personal interpretation of the pointillist technique adopted during the 1910s onward. International success and the close relationship with the Anglo American clientele led the artist to move to New York in 1923, where he worked fruitfully for three decades as a portrait painter of the upper class. He died on August 23, 1953, after a long convalescence caused by a car accident.